venerdì 16 dicembre 2016

MA COME TI VESTI? Racconto di Natale di Federica Gnomo Twins




Qualche giorno prima della Vigilia di Natale, durante la prova generale del costume tradizionale, Babbo Natale davanti allo specchio invece di pronunciare il suo celebre ohohoh!, aveva urlato  un aaahhh!
“Vi siete fatto male? Ho lasciato qualche spillo attaccato al vestito? Vi si è incastrata la cintura nelle mutande?” aveva chiesto la gnoma guardarobiera preoccupata.
Nessuna risposta. Babbo Natale continuava a rigirarsi davanti allo specchio con aria insoddisfatta.
“Vostra Natalitudine, che succede? Avete preso qualche chilo? Vi sentite costipato? Allarghiamo?” era intervenuta con sollecitudine la sarta folletta.
“Ma no! Che dite, non vedete? Sono antico!”aveva infine sbottato lui, disperato.”Possibile che con tanti anni d’esperienza non vi accorgiate che sono fuori moda? Sono vestito così da secoli. Gli umani ormai portano abiti diversi, più eleganti e moderni e io sembro sempre in pigiama!”
“ Ma…ma è la tradizione”, provò a replicare la gnoma.
“Sono ridicolo, ammettetelo. Non guardate i nuovi programmi in televisione, dove Enzo e Carla ti entrano in casa, frugano nell’armadio, buttano via i vecchi vestiti e ti rifanno l’immagine?”
“Qualche volta. Ma che c’entra? Voi siete così e basta, siete elegante anche in Home Wear…” replicò la folletta.
Non prendetemi in giro. Voglio un altro outfit per questo Natale, qualcosa di nuovo e adatto all’evento.”
La gnoma pur perplessa non osò fiatare e si mise al lavoro con la sarta.
Arrivò la sera del 24 Dicembre, e soddisfatto del suo nuovo look da gran sera: cappello nero  a falde larghe, giacca scura e cravatta, gilet di pelliccia ecologica,sciarpa di seta bianca, Babbo Natale si recò al recinto delle renne. Subito quelle si innervosirono e piantarono gli zoccoli a terra, sbuffando. Babbo Natale dovette faticare un bel po’ per convincerle a prendere il volo. Dopo qualche minuto di viaggio tra le nuvole, si avvicinò alla casa dove abitava il primo bambino sulla lista. I cani cominciarono ad abbaiare e lo morsero appena mise piede a terra.  Poi lo inseguirono fino alla finestra dalla quale entrò. L’allarme antifurto suonò. Qualcuno gli rovesciò in testa il latte con tutti i biscotti, i vicini chiamarono la polizia scambiandolo per un ladro. Babbo Natale scappò via gettando un pacco sotto l’albero, mentre il piccolo Matteo piangeva disperato perché un mostro nero era entrato nel salotto.  La scena si ripeté più volte. Ovunque strilli, botte e fughe. Allora Babbo Natale cominciò a pensare che forse l’abito non fa il monaco ma il Babbo Natale, sì. Tornò di corsa al Polo Nord, e chiamò la sua guardarobiera, che nel frattempo, prevedendo un simile disastro, aveva stirato e preparato sul letto l’abito e tutti i preziosi accessori. Babbo Natale indossò fiero il suo vecchio costume di velluto rosso, dai bottoni d’oro zecchino, bordato di pelliccia ecologica. Strinse  la cintura di pelle nera con la fibbia dorata. Calzò il cappello dal grande ponpon e si infilò gli stivali neri. Tornò alla slitta, le renne lo salutarono scuotendo la testa, i folletti fecero festa suonando i loro campanelli.  Era pronto per ricominciare il giro con il suo solito outfit, quello che apriva tutte le porte e popolava i sogni di grandi e piccini. Era felice, comodo e caldo nel suo costume  meravigliosamente demodé. Aveva capito che indossava l’abito più famoso del mondo, quello che ogni grande sarto avrebbe voluto creare.


( Il racconto è stato pubblicato sull'antologia 365 racconti di Natale, Delos Book edizioni)  


2 commenti:

  1. Vedere in TV -Ma come ti vesti- non fa bene per nei, lo dico sempre anche a mia moglie.
    Complimenti. bel racconto divertente.

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  2. Bellissima favola che pone con leggerezza un tema di riflessione ponderoso. Brava Federica! e grazie :-)

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