giovedì 11 giugno 2015

A LETTO CON LA SCRITTRICE Paola Ferrero autrice de “Gli attimi in cui Dio è musica”, Lettere Animate editore, anno 2014.


Stasera facciamo irruzione nella camera da letto di Paola Ferrero autrice de “Gli attimi in cui Dio è musica”, Lettere Animate editore, anno 2014. 
Paola è una donna dalle molte qualità: ha gusto, infatti con le sue mani d'oro crea biancheria per la casa stupenda, e determinazione, per la quale si lancia in imprese ardue solo per il gusto di sfidare se stessa, ora sta imparando a ballare sull'asta acrobatica.
Ha un'anima dark e un viso angelico, la contraddizione si estrinseca anche  nell'abbigliamento estremo - corsetti e scarpe da capogiro-alternato a tenute confortevoli. Una donna moderna capace di mutare, secondo le sue inclinazioni, senza timore.
Di che parla quello che scrive? Diciamo che passa da un romanzo d'amore e formazione, come Gli attimi in cui dio è musica, su cui ci intratteniamo stasera, 


Riassunto dell’opera Gli attimi in cui Dio è musica: Nella provincia torinese, nel bel mezzo degli anni ’80, una diciassettenne vive la sua vita divisa tra la situazione familiare disastrosa e il suo sogno di diventare una ballerina. Ogni capitolo come una polaroid del momento che la protagonista vive sia in famiglia che a scuola di danza, passando per i lunghi viaggi in treno quotidiani e per spettacoli che organizza per guadagnare qualcosa. Con un’audizione, le prove e il primo spettacolo importante; con le bizzarre relazioni sentimentali, mai così coinvolgenti da sovrastare il suo sogno.
Acquistabile in versione ebook o cartacea in print on demand:

1)      Per prima cosa vorrei chiederle: ama dormire molto? Se non dovesse lavorare o studiare andrebbe a  letto tardi, o presto? si sveglierebbe all’ora di pranzo o all’alba?
Sono un leone, fosse per me ozierei tutto il giorno. Non necessariamente dormire ma stare rilassata il più a lungo possibile. Sono anche un animale notturno, quindi farei – o meglio faccio – tardi la sera e dormirei sempre fino a pranzo al mattino. Il sonno del mattino, senza la preoccupazione della sveglia, del mio piccolo zoo da nutrire, del lavoro da affrontare prima di avere tempo per me … beh, il sonno del mattino è quello che amo di più. Più che per dormire, la notte mi sembra fatta per guardare il cielo e sognare a occhi aperti nella quiete della città assopita.
2)      Che tenuta notturna preferisce? Le piace dormire nudo, anche in inverno, o comunque con poche cose addosso o ben coperto? Ci descrive il suo pigiama preferito o camicia da notte? Si è mai comprato qualcosa che esce dal suo schema e poi non ha indossato?
Vado a periodi, per quello che riguarda la tenuta notturna. Certo, se dicessi che vado a nanna col solo piumone darei un tocco di sensualità al mio personaggio. Invece a volte, a seconda dell’intensità dell’allenamento sportivo diurno/serale, oltre che al piumone indosso dolcevita e pantalone felpato. Il massimo del sexy. Tendo a preferire il pigiama, comunque: ho il sonno agitato e la camicia da notte mi si arrotola addosso.
3)      Potendo avere una casa grande, vorrebbe dormire in coppia o in stanze singole? Le piace un letto singolo o matrimoniale?
Ho sempre dormito in letti grandi, anche da ragazza. Se non era un matrimoniale poco ci mancava. Mi piace dormire da sola ma non credo che le camere separate facciano per me. Quando si ama qualcuno si vorrebbe averlo vicino sempre, o quasi. Un bel lettone comodo, vicino a una terrazza con la vista sul mare e con il proprio amore accanto sarebbe il mio sogno.
4)      Cosa fa prima di dormire, una volta entrato nel letto? (Leggere, scrivere, guardare la tv,  stare al portatile con gli amici, mangiare cioccolatini, pregare, ecc…)
Andando spesso a letto tardi finisco per entrare sotto alle coperte al buio, dopo aver letto, scritto, fatto qualche chiacchierata in rete, visto un film; il tutto rigorosamente dal divano. Qualche volta leggo anche a letto, ma capita sempre meno di frequente. Non amo scrivere a letto, invece, a meno che nella notte non sia colta da improvvise folgorazioni e voglia prendere qualche appunto.
Immersa nel buio cerco di rilassarmi e pilotare i sogni, oppure immagino scene di qualche storia a cui sto lavorando. Provo i dialoghi, mi studio l’ambiente da descrivere appena potrò mettermi al pc.
5)      Comodino piccolo o gigantesco? Cosa tiene di solito sul suo comodino?
Il mio comodino è medio, direi. Sul piano ci sono solo la radiosveglia e la lampada,mentre i due ripiani sottostanti sono carichi di libri, un quaderno per gli appunti, una penna e lo spazio per il telefono. Spesso ci sta anche almeno una delle tre gatte di casa.
6)       Le capita di alzarsi di notte, completamente riposato? E cosa fa? Mangia, scrive perché ha un’idea, si rilassa  leggendo e riprende a dormire, o cosa?
Ecco, completamente riposata temo di non esserlo almeno da venti anni. O forse non lo sono mai stata. Mi sveglio spesso di notte e se proprio so di non poter dormire oltre mi alzo e accendo il portatile, scrivo qualcosa, gioco a Farm Heroes o progetto di cambiare look alla casa col catalogo Ikea in mano. Sono i momenti in cui sono davvero pericolosa. Quando ero adolescente cambiavo la disposizione dei mobili nottetempo. Il tutto silenziosamente e senza che se ne accorgesse anima viva.
7)      Le capita di sognare? Cosa sogna spesso? Ha incubi ricorrenti? Sogna a colori? Ricorda i sogni?
Fin da quando ero piccola il mio mondo onirico è sempre stato molto popolato. Incubi e sogni ricorrenti, incidenti stradali soprattutto. Oppure il dover comunicare qualcosa e non riuscire: perdere la parola, non avere un telefono oppure averlo con una tastiera su cui non compaiono numeri e ricordare il numero ma non poterlo digitare. Forse la paura di non comunicare abbastanza bene.
I miei sogni a colori sono sempre legati a case che non conosco ma che so essere mie. Colori caldi, luce particolare, quasi dei quadri. Da bambina mia nonna mi faceva raccontare il sogno ogni mattina e lo scriveva e illustrava su un diario, che purtroppo ho perso nei mille traslochi, per cui ho una certa predisposizione a ricordare i sogni, quando hanno un senso. O immagini e atmosfere del sogno che restano impresse e che mi ispirano qualcosa di particolare.
8)      Ha mai sognato la trama di un romanzo che poi ha scritto?
Appunto, tornando al discorso di prima, più che una trama completa mi è capitato di scrivere partendo da una serie di immagini e atmosfere che mi erano rimaste impresse al risveglio. Immagini talmente potenti da dare vita a un romanzo di oltre trecento pagine che sto revisionando con un valido aiuto. Forse la storia più articolata e complessa scritta finora. Un horror ambientato in un futuro non troppo lontano, che potrebbe anche essere oggi.
9)      Come è nato il suo ultimo romanzo? Ricorda lo spunto?
“Gli attimi in cui Dio è musica” è nato una sera in cui non avevo voglia di lavorare a un altro romanzo (mi divido sempre tra più progetti diversi). Ho aperto una pagina di word perché volevo scrivere comunque e mi sono messa a digitare le prime parole che mi sono venute in mente. Non so come, la prima frase era la targhetta che leggevo ogni giorno sul treno da adolescente – prima di azionare la maniglia attendere che il treno sia fermo – e da lì è partito tutto. I ricordi della vita da pendolare, il mio amore per la danza, le amicizie e gli amori veloci dei diciassette anni. Il sogno e la fatica.
10)   Lo consiglierebbe ai nostri lettori da leggere prima di dormire? Secondo lei che reazione avrebbe un lettore: si addormenterebbe sereno dopo poche pagine, continuerebbe a leggere tutta la notte, smetterebbe terrorizzato o cosa le hanno detto i suoi fan?
Il romanzo è rapido, il linguaggio è semplice e immediato. Credo sia una lettura per ogni momento, senza preclusioni. Se poi si è nostalgici degli anni ‘80, leggendolo si può accompagnare con la playlist di brani musicali che ho inserito al termine del romanzo. La maggior parte dei lettori (fan mi sembra una parola grossa, per quello che riguarda me) mi ha detto di averlo letto di un fiato. Lo ha letto perfino mio fratello, che non è proprio un lettore accanito. Quindi, sì, credo che sia consigliabile.
11)   Al risveglio fa sempre colazione? Cosa mangia a colazione? Dolce o salato? A casa o  al bar?
La colazione è per me il pasto preferito, quello che mi dà maggiore soddisfazione: al mattino sono sempre affamata. Siccome sono golosa, gli altri pasti li consumo meno volentieri – a meno che non sia previsto qualcosa di irresistibile tipo pizza o kebab, o qualche piatto del mio ristorante preferito . Per la colazione preferisco il dolce, con un sacco di “però”. Croissant vuoto o con la crema di cacao e nocciole, non marmellata o crema pasticcera, nemmeno al cioccolato. Ora mi accontento di caffè macchiato senza zucchero e croissant rigorosamente al bar dove ogni mattina facciamo uno show con il cane che prende la sua razione di biscotti.
12)   Mi regalerebbe  una frase del suo romanzo per iniziare la giornata e una su cui sognare stanotte?
“Certe volte le immagini prendono il sopravvento, i miei ricordi di danza mi riportano il sorriso sulle labbra. Quanto tempo e quanti cambiamenti dal mio inizio …
Il mio primo saggio, le gambe che tremano. L’effetto del primo applauso, le perplessità sui costumi. La mia timidezza, le arrabbiature, la lotta costante con i miei demoni. Con i miei difetti.
Ogni spettacolo che ho fatto e buona parte di quelli che ho solo visto in questi miei diciassette anni di vita è qui, da qualche parte, dentro di me. E non se ne va.
Spero non se ne vadano mai. Queste immagini sono sacre.”

Grazie per avermi concesso un’intervista così intima.
Grazie a te per la tua curiosità…


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